Giu 17

Scansione temporale in “Cose da pazzi”

L’elemento temporale è un mezzo che assolve nell’opera una funzione determinante, tramite la presenza di un doppio livello: atmosferico e cronologico.

Il primo è funzionale alla rappresentazione dello stato emotivo di Rafael, tanto che l’incipit in medias res presenta una giornata estiva e calda che corrisponde agli ultimi giorni di spensieratezza del personaggio. Al contrario, l’incessante pioggia al cap. VI, che  causerà l’influenza del protagonista, è un espediente che permette il rallentamento della narrazione con l’effetto di aumentare l’attesa dell’incontro con Richi. Gli esempi sono numerosi, come il momento in cui l’aria autunnale avvertita da Rafael dopo l’incontro con l’amico malato, lo porta a pensare alle “cose che non sono né prima né dopo” (pag. 72), quasi ad indicare un cambiamento nella sua vita, una fase intermedia tra l’estate e l’inverno, tra la vita e la morte. Rilevante, a tal proposito, è come la dipartita di Richi sia annunciata dalle tre notti di pioggia, mentre durante il suo funerale compaia “in mezzo alle nuvole un sole strappato che fa scintillare i pomelli e le maniglie d’ottone …” (pag. 169). Così, gli innumerevoli riferimenti atmosferici sembrano tradurre i sentimenti del protagonista. Non a caso, il passaggio tra la terza parte e l’epilogo mostra un brusco cambiamento temporale: dai caldi giorni di “tempo malato, con il cielo lattiginoso e un vento di scirocco perpetuo” (pag. 309),  si passa a una fredda e nebbiosa mattina d’inverno milanese. Questo cambiamento rivela come l’elemento naturale partecipi ai sentimenti di Rafael e ne preannunci la condizione di disadattamento nella parte finale dell’opera, grazie anche all’attenta selezione degli aggettivi.

Il secondo livello temporale, invece, è stato precedentemente definito “cronologico” in quanto fa riferimento alla successione nel tempo degli eventi narrati. Nel romanzo, la precisione del dettaglio è ricorrente e la scansione dei fatti è legata a momenti selezionati da Rafael perché significativi per la sua esistenza, e connessa a ritagli di vita familiare, scolastica e di quartiere.

La suddivisione interna del libro, copre un arco temporale corrispondente ad un anno scolastico. Il tempo del racconto procede lentamente e, talvolta, si arresta  per dare spazio alla descrizione di personaggi o ai pensieri del protagonista. Tuttavia si può rilevare un frequente uso dell’ellissi temporale, con un successivo recupero dei fatti omessi tramite la tecnica del flashback, che è anche un espediente narrativo utilizzato per riportare nella memoria di Rafael eventi passati da utilizzare come strumento di comprensione del presente o per spiegare il proprio stato d’animo: per il primo caso, si può pensare al cap. XII in cui, durante una lezione sulla legalità della professoressa Rita, il protagonista ripensa al tubetto di colla di Nunzio, alla “faccia del salumiere la mattina dopo” (pag. 107) e riesce a carpire l’essenza delle parole dell’insegnante ; un esempio del secondo caso è al capitolo III, in cui le aspre parole di Eros, nonché lo stato di agitazione del quartiere in riferimento alla malattia di Richi, scuotono Rafael e lo portano a ripensare alle notti travagliate della Larva. La stessa scrittrice divide la narrazione in quattro blocchi. Il primo comprende i primi 16 capitoli (in 163 pagine) e descrive 3 mesi a partire dal giorno prima dell’inizio della scuola (è settembre) e grazie a precisi riferimenti temporali, si comprende che i primi 8 capitoli narrano 5 giorni; mentre al capitolo 13 si preannuncia l’avvicinarsi del periodo natalizio e solo nel capitolo successivo si esplicita che si è nel mese di  novembre. Il secondo blocco copre un periodo più ampio e include 13 capitoli, dal XVII al XXIX, e si apre con un riferimento alla morte di Richi, avvenuta dopo l’Immacolata (8 dicembre) ma prima di Natale, mentre al momento della narrazione Rafael è già al secondo giorno di scuola (quindi a gennaio) e riprende tramite un flashback il periodo delle festività, precedentemente omesso. Il continuum temporale viene mantenuto tramite la partenza del padre (avvenuta al cap. XXI) e il suo ritorno (cap. XXV), durante il quale sono intercorse alcune settimane.
Il tempo sembra divenire meno referenziale, mentre il cap. XXVIII  annuncia le elezioni tramite la presentazione dei candidati e potrebbe essere collocato intorno al mese d’aprile. Il terzo blocco racchiude due soli capitoli (da pagina 297 a 312), e inizia con un salto temporale notevole. Infatti, il cap. XXX si apre con l’ultima lezione della professoressa Rita (è giugno), e si fa riferimento alla festa del Crocifisso che viene celebrata a Palermo nella zona dell’Olivella la seconda domenica di giugno; invece il cap. XXXI, ambientato ancora nella stagione estiva, è segnato dalla fine della scuola e dal funerale di Nunzio (che nel precedente capitolo non era ancora partito per Milano).

Anche l’ultimo blocco, come tutti gli altri, si apre con un’ellissi temporale che però registra un salto temporale decisamente più ampio, né vengono forniti elementi che possano aiutare a capire il tempo intercorso dalla partenza dalla Sicilia. Si evince solo che sono passati molti anni “… Siccome il mondo è tondo è fatto per muoversi, girarlo. Rafael sente una gelata allo stomaco, quando si ricorda quella frase. E’ da un sacco che sua madre non la dice più. Se l’era proprio dimenticata …” (pag. 316). La parte finale è scandita molto lentamente, tanto da descrivere poco meno di quattro ore (con i ricorrenti flashbacks riferibili al passato recente ma anche più remoto) in sette pagine.

In ultima analisi, si può affermare che l’attenta descrizione del dato temporale può essere interpretata come riflesso della coscienza di Rafael, funzione sottolineata dall’enunciazione di eventi che si rivelano fondamentali per la crescita e la formazione del protagonista.

Giugno 2013

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